Archivio dell' argomento 'Citazioni'

Ieri e oggi sono stato molto impegnato e non sono riuscito a scrivere i post che avrei voluto… sarà per i prossimi giorni… però stasera volevo comunque lasciare qui qualcosa.

Oggi, come ogni giorno, mi sono sentito guidato, attorniato da Esseri Celesti ai quali continuamente chiedo aiuto. Un grosso problema che non riuscivo a risolvere ha trovato stamattina parziale soluzione: ho sognato come fare, dove cercare, a chi chiedere… e una volta verificato da sveglio tutto combaciava!

Allora vi esorto tutti a chiedere l’aiuto degli Angeli, degli Spiriti Guida e ad essere aperti, ricettivi e grati per il loro aiuto. Pregare non significa mettersi in ginocchio e recitare rosari, bensì intessere un dialogo profondo e continuo con queste splendide Creature che sono lì proprio per aiutarci e assisterci. Pregate dunque, con parole semplici. E siate grati, perchè la gratitudine è potente!

Vi lascio qui qualche preghiera e qualche citazione come traccia:

Preghiera agli Angeli

Possano gli angeli custodirmi fino dal mattino
Possano loro guidarmi attraverso la notte,
Possano loro consolarmi dalle afflizioni,
Possano loro aiutarmi a vincere la fatica.

Possano custodirmi ora nella loro anima
Possano loro mantenermi migliore
Possano loro vegliare il mio sonno,
Possano loro guardarmi attraverso il giorno.

Possano loro manifestarsi dandomi nuova fiducia,
Possano loro togliermi ogni dubbio,
Possano loro darmi la pace togliermi ogni paura,
Possano loro sentire ogni mia richiesta.

Possano gli angeli custodirmi sempre,
Se le mie preghiere non saranno sentite
e se l’angelo non si accorgesse di me
Che possa Dio essere sempre lì presente.

(Anonimo)

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Un’anima non è mai senza la scorta degli Angeli, questi spiriti illuminati sanno benissimo che l’anima nostra ha più valore che non tutto il mondo.

(San Bernardo di Chiaravalle)

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Quando debbo visitare qualche personaggio importante, impegno il mio Angelo Custode a mettersi d’accordo con il suo, perchè influisca sulle sue disposizioni. È una piccola devozione che mi richiamò il Santo Padre Pio XI e che ho trovato assai fruttuosa.

(Papa Giovanni XXIII, al secolo Angelo Roncalli)

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Preghiera all’Angelo custode

Angelo mio protettore, dammi la forza di realizzare i propositi di crescita interiore, di collaborazione e di servizio. La mia volontà è pura, potenziala con la tua forza. Aiutami nelle cose quotidiane, in quelle materiali e spirituali. Sviluppa in me le tue doti, che io veda i miei difetti e che possieda compassione e pazienza. Guida i miei pensieri, desideri ed azioni verso ciò che è più giusto per la mia crescita spirituale e dammi la capacità di accettare ciò che non riesco a comprendere.

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Per gli Angeli Guaritori

Salve Angeli della guarigione!

Venite in nostro aiuto.
Riversate la vita risanante,
sul corpo di … (nome della persona),
colmate ogni sua cellula di forza vitale,
donate ai suoi nervi la pace,
calmate i suoi sensi tormentati.

Che un’onda di vita entri nel suo corpo,
e dia calore ad ogni suo organo,
affinché, insieme all’anima,
siano risanati dal vostro potere.
Lasciate che un Angelo vegli su… (nome),
confortandolo e proteggendolo,

finché non torni in buona salute.
Fate che riesca a respingere il male,
e ritornino in lui velocemente vita ed energia.
Ma, se la vita terrena è ormai giunta al suo termine,
donategli la pace ed un passaggio sereno.
Salve, Angeli della guarigione!

Venite in nostro aiuto.
Condividete con noi le fatiche della Terra
in modo che in ogni uomo si liberi,
la divinità celata nel suo cuore.

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Ringraziamento serale

Vi ringrazio amici carissimi,
per tutto ciò che avete fatto per me,
Rimanete coi bimbi, questa notte, o benedetti,
rimanete coi vecchi e coi malati.
Vicino ad ogni letto vi sia un Angelo custode.
Che tutti possano dormire in pace,
sentendo la vostra silenziosa presenza,
che veglia su di loro.



Tutti i momenti sono belli, ma devi essere ricettivo e in atteggiamento di resa.
Tutti i momenti sono benedizioni, ma devi essere capace di vederli.
Tutti i momenti sono regali.
Se li accetti con profonda gratitudine, niente andrà mai storto…
(Osho)

Desideriamo una cosa, la otteniamo; cominciamo a desiderarne un’altra e così via. Non siamo mai del tutto soddisfatti di ciò che abbiamo. Tutto questo accade solo perché abbiamo dimenticato un passo importante del processo della vita: la gratitudine.

Essere grati è una sensazione di felicità, di amore, di apertura verso la vita e il suo fluire. C’erano tempi in cui la gratitudine veniva tenuta in grande considerazione. Noi oggi per lo più conosciamo preghiere di supplica, ma pochi ormai sanno dire una preghiera di ringraziamento.

Molte persone, addirittura, non sanno per cosa ringraziare… dicono che nella loro vita va tutto storto…
Proprio in questi giorni ho visto uno spot pubblicitario in televisione a favore di una ONLUS. Lo spot è muto, ci sono solo scritte che passano sullo schermo e informano il lettore che è fortunato, perché fa parte di quella minoranza di persone capaci di leggere. E non è una cosa scontata!

Diamo per scontate tante cose, cose di cui dovremmo invece imparare ad essere grati. Magari qualcuno difetta in salute, ma abbonda in affetti. Ad altri possono mancare i soldi per arrivare a fine mese, ma hanno intelligenza e cuore a volontà. C’è chi si lamenta che non ha l’auto nuova, ma non pensa alla fortuna di avere una casa in cui dormire. Chi si lamenta di non aver ancora trovato l’amore, ma non presta attenzione alla meravigliosa famiglia che ha intorno…

C’è sempre qualcosa di cui essere grati. Come dice Osho, basta aprirsi ed essere ricettivi e ogni cosa, ogni momento diventano una magia di cui stupirsi, di cui gioire, di cui essere profondamente grati alla Vita.
Coltivare il senso di gratitudine è forse la cosa più bella che possiamo fare per noi stessi. Con esso impariamo ad apprezzare il momento presente, impariamo a vedere sempre le opportunità anche laddove gli altri non le notano, ci focalizziamo sulla ricchezza della Vita invece di persistere nell’illusione del “non ho”, “non posso”, “non…”

E poi c’è il grande segreto: noi attiriamo nella nostra vita proprio ciò su cui ci sintonizziamo. Se siamo continuamente sintonizzati sulla disperazione, su ciò che manca, su ciò ci fa star male, beh, allora attiriamo nella nostra vita proprio queste cose in modo che ci facciano sperimentare altra povertà, altra delusione, altro dolore.

Se, invece, impariamo a portare la nostra attenzione alle cose che desideriamo, già ringraziando con fede perché ci verranno date, se impariamo ad apprezzare pienamente quello che già abbiamo, se impariamo e pratichiamo la gratitudine, allora diventeremo delle vere e proprie calamite per quegli eventi che ci portano felicità, realizzazione e soddisfazione.

Ci sono dei bellissimi libri usciti negli ultimi tempi e che parlano della Legge di Attrazione: ve li consiglio tutti, li trovate in fondo a questo post. Ma non è certo cosa nuova. In testi sacri di tutte le religioni troviamo chiari riferimenti a questo “segreto” e alla immane forza che scaturisce dall’Amore e dalla Gratitudine.

Quindi chiediamoci non cosa ci manca, piuttosto chiediamoci cosa già abbiamo, quanto già siamo fortunati. Ci sorprenderemo ogni giorno di più nello scoprire quante cose meravigliose ci sono già nella nostra vita e quante ancora sono già alla nostra portata. Siamo grati per questo e in questa maniera ci apriremo sempre di più alla sovrabbondante ricchezza della Vita e attireremo sempre nuove occasioni di cui gioire.

In fondo al messaggio incollo una piccola meditazione sulla gratitudine che avevo trovato in rete tempo fa e salvato. Chissà che non ci possa essere utile.

Letture consigliate:

The Secret – Il Segreto – Byrne

La Legge dell’Attrazione – Hicks

La Legge dell’Attrazione – Wattles

La Scienza del diventare Ricchi – Wattles

The Secret-Il Segreto DVD

La Legge dell’Attrazione in axione DVD

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Meditazione sulla gratitudine

Questa è una breve meditazione sulla gratitudine, sul mistero della gratitudine.

Essere grati, sentirsi grati.

La gratitudine che esprimiamo, la gratitudine che non esprimiamo ed altra gratitudine ancora, sepolta più in fondo, che non sappiamo nemmeno di avere.

Siamo grati.

Può darsi che abbiamo paura della gratitudine.
Può darsi che ne abbiamo paura e non lo sappiamo.

Paura che ci faccia sentire inferiori, paura che ci lasci alla mercé dell’altro.
Paura.

Quando cominciamo a capire che questa paura ci separa, che è una barriera crudele dentro di noi e tra noi e gli altri, allora cominciamo a lasciar andare, e la gratitudine può affiorare.

Essere grati significa sentire di più.
Significa scoprirsi esseri umani più completi.

Che cos’è la gratitudine? Da dove parte? Com’è? Perché?
Occasioni di gratitudine: persone, paesaggi, animali verso cui sentiamo gratitudine.

È come una carezza.
Praticando si diventa più grati.

Forse chi è veramente maturo dentro di sé passa la vita a ringraziare invece che a chiedere: di lì la gioia, il privilegio della gratitudine, il privilegio di ringraziare.

Nei momenti di sofferenza, la consapevolezza che li avvolge può assumere a volte un sapore di accettazione molto simile alla gratitudine.

C’è qualcosa di forte e di dolce nel soffrire con gratitudine ed accettazione.
C’è l’intuizione oscura di una vita più grande di quella che viviamo, dove anche la sofferenza ha un senso.

La gratitudine per le piccole cose è una grande cosa.
L’amicizia è fatta di gratitudine.

“Improvvisamente”, ha detto un poeta, “mi sentii grato.
Ma per chi e per che cosa, non so.”

La gratitudine unisce.
Sentirsi grati è come sentirsi a casa: perciò siamo così contenti. Allora la nostra vera casa, la nostra vera origine, non è altro che gratitudine.

Che tutti noi si possa essere grati.
Che tutti si possa percepire la gratitudine dentro di noi e quella che ci viene da fuori. Che tutto il mondo possa essere più grato.

Che ondata di calma e di gioia, se soltanto la gratitudine generale aumentasse un poco!
Quando pensiamo che le cose ci siano dovute, non possiamo essere grati.

Quando abbiamo capito che nulla ci è dovuto, allora incominciamo ad essere fervidamente grati, allora ci coglie di sorpresa la gratitudine.

Quando non diamo più le cose per scontate, ci ritroviamo in mano la gratitudine.
(Tratto da: L’età dell’Acquario di Isabella Bresci Editore)



A volte la tua gioia è all’origine del tuo sorriso,
ma a volte il tuo sorriso può essere all’origine della tua gioia.
(Thich Nhat Hanh)

In queste sagge parole si manifesta una verità che sento molto mia, la forma e l’essenza che si compenetrano, l’atteggiamento e il comportamento che creano l’emozione e viceversa.

Anche oggi mi è capitato sul lavoro di avere a che fare al telefono con molte persone. Quasi tutte riversano nelle richieste che fanno molto di più di quello che le parole stanno dicendo: la frustrazione di una giornata, una situazione difficile che sta esplodendo, la fragilità di un momento della vita in cui hanno bisogno d’aiuto… Sorridere mentre si risponde aiuta me e chi mi ascolta a creare una comunicazione migliore, sembra ingenuo pensare che un sorriso si possa percepire tramite un filo del telefono eppure è così. Se al telefono funziona, tanto più nel corso della giornata il sorriso mi accompagna come alleato prezioso del mio star bene. Quando mi ritrovo nervosa o contrariata diventa l’ancora a cui mi aggrappo per cambiare la vibrazione fuori e dentro di me, così ritrovo il sole nonostante tutto!

Letture consigliate: I libri di Thich Nhat Hanh



ago

24

Il nostro caro amico Alessandro ci segnala questa bella storiella zen riferita al post La magia del momento presente. Grazie della segnalazione e fate tesoro di questo piccolo racconto.

Un giorno, mentre camminava attraverso la foresta, un uomo incontrò una feroce tigre. Si diede immediatamente alla fuga per salvare la propria vita e la tigre lo inseguì.

L’uomo arrivò al bordo di un dirupo e la tigre lo stava per raggiungere. Non avendo scelta, si arrampicò giù per il precipizio, tenendosi con entrambe le mani ad una pianta di vite.

Appeso sul dirupo, l’uomo vide sopra di sé la tigre. Guardò verso il basso e vide un’altra tigre, che ruggendo attendeva la sua discesa. Era tra due fuochi.

Due topi, un bianco ed un nero, apparvero sulla vite a cui si aggrappava e, come se la situazione non fosse abbastanza grave, cominciarono a rosicchiare la pianta.

L’uomo sapeva che se i topi avessero continuato a rosicchiare, ad un certo punto la vite non avrebbe più potuto sostenere il suo peso, si sarebbe rotta e lui sarebbe caduto. Provò a mandare via i topi con le sue grida, ma questi tornavano sempre a rosicchiare.

Ad un certo momento, notò una fragola che cresceva sul dirupo, non lontano da lui. Era rossa e matura. Tenendosi alla vite con una mano e raggiungendo la fragola con l’altra, la colse.

Con una tigre sopra, un’altra sotto e due topi che continuavano a rosicchiare la vite, l’uomo assaggiò la fragola e la trovò assolutamente squisita.